Come aiutare una persona in lutto

Il 2 novembre in Italia si celebra la commemorazione dei defunti. Potremmo essere fedeli o no, ma la giornata richiama in ogni caso ricordi dei nostri cari.

In onore di questa giornata vorrei proporvi una riflessione sul dolore di un lutto. Molto spesso ci troviamo di fronte a persone che soffrono e vorremmo aiutarle o noi stessi stiamo soffrendo per la perdita di una persona amata e non sappiamo come reagire.

Ultimamente mi è capitato di leggere un libro che esprime in maniera eccelsa il sentimento che si prova nel momento in cui si soffre per l’assenza di una persona amata. Il libro s’intitola “la ridícula idea de no volver a verte” di Rosa Montero. Purtroppo non è stato tradotto in italiano pertanto proverò a fare una traduzione di mio pugno di un brano che, a mio avviso, esprime in maniera intensa il sentimento lacerante che si prova:

<<Quando il dolore ti cade addosso senza palliativi, la prima cosa che ti porta via è la parola.

Parlo di quel dolore così grande che non sembra nemmeno nascere dentro di te, come se fossi stata sepolta da una valanga. E resti così. Sotterrata da questa tonnellata di pena al punto che non puoi nemmeno parlare.

Questo sentimento è molto simile alla pazzia…. Perché la caratteristica essenziale di quello che chiamiamo pazzia è la solitudine, una solitudine monumentale. Una solitudine così grande che non entra dentro la parola solitudine e che una persona non può nemmeno provare a immaginare se non è stata li. È come sentire che ti sei disconnesso dal mondo, che nessuno ti potrà comprendere, che non hai parole per esprimerti…

Nei primi momenti la gente ti dice “piangi, butta fuori il dolore” ma è proprio nei primi momenti che non hai nessuna voglia di piangere perché sei in shock. Nei giorni successivi, quando si inizia a realizzare la realtà e si inizia a incontrare la portata interminabile del pianto, il mondo che ti circonda inizia a reclamare uno sforzo di vitalità e ottimismo.>>

Credo che le parole di una persona che ha vissuto questo sentimento intollerabile siano il miglior modo per capire come provare a continuare a vivere o per stare vicino ad una persona che soffre, molto più di tante teorie.

Lo stesso titolo del libro, che tradotto sarebbe “la ridicola idea di non vederti più”, ci fa comprendere come in un primo momento quello che si prova è uno shock, un rifiuto totale della realtà.

Probabilmente ci siamo trovati nella situazione descritta dall’autrice, o magari siamo stati dall’altra parte e abbiamo cercato di aiutare una persona che soffriva. In entrambi i casi non ci sono formule magiche o tecniche per superare il dolore. Se vogliamo aiutare una persona in questa delicata fase ricordiamo che ogni individuo ha i propri tempi e le richieste eccessive di vitalità e ottimismo potrebbero peggiorare la situazione. Possiamo limitarci a starle vicino e non farle richieste, la presenza emotiva, anche se silenziosa, può essere di grande aiuto.

Per fare riferimento alle teorie possiamo citare la teoria dell’elaborazione del lutto (Kübler Ross 1990; 2002). Ricordo però che la teoria è una cosa, l’esperienza personale è tutt’altra cosa. Va bene riferirsi alle teorie, ma il modo migliore per affrontare un lutto o per aiutare le persone che lo soffrono è il rispetto dell’individualità e dei bisogni unici di ogni persona.

Kübler Ross definisce l’elaborazione del lutto come un processo che si sviluppa attraverso una serie di momenti:

  • Fase della negazione o del rifiuto: costituita da una negazione psicotica dell’esame di realtà;
  • Fase della rabbia: costituita da ritiro sociale, sensazione di solitudine e necessità di direzionare il dolore e la sofferenza esternamente (forza superiore, dottori, società…) o internamente (non essere stati presenti, non aver fatto di tutto…);
  • Fase della contrattazione o del patteggiamento: costituita dalla rivalutazione delle proprie risorse e da un riacquisto dell’esame di realtà;
  • Fase della depressione: costituita dalla consapevolezza che non si è gli unici ad avere quel dolore e che la morte è inevitabile;
  • Fase dell’accettazione del lutto: costituita dalla totale elaborazione della perdita e dall’accettazione della differente condizione di vita.

 

Per chi vorrà approfondire con notizie sull’autrice

Consiglio a tutti i libri di questa autrice, scrive in un modo che ti entra dentro, ti accompagna nelle esperienze che descrive e ti cattura nella lettura.

Il libro citato è stato scritto dall’autrice a seguito della perdita del marito e della lettura del diario di Marie Curie. Il libro include riflessioni sull’elaborazione del dolore ma è anche un omaggio alle donne che, come Marie Curie, hanno affrontato il mondo per portare avanti le proprie idee, un mondo che le ignorava solo per il fatto di essere donne.

Rosa Montero è un’autrice spagnola, nata a Madrid nel 1951. Dopo essersi laureata in psicologia, ha collaborato con numerose testate giornalistiche. È un’opinionista apprezzatissima nei Paesi di lingua spagnola, in quanto ha pubblicato con successo numerosi reportage e saggi, per i quali ha ricevuto nel 1980 il Premio Nacional de Periodismo. In Italia sono stati pubblicati Il cuore del tartaro (Frassinelli, 2001), Il nido dei sogni (Mondadori, 2002), La pazza di casa (Frassinelli, 2004), Storia del re trasparente (Frassinelli, 2006), Notturno di sole (Salani, 2010), Lacrime nella pioggia (Salani, 2012).

Il sito di Rosa Montero

Fotografía © Patricia A. Llaneza

Articolo a cura della