Figli che faticano ad accettare il nuovo compagno del genitore

La psicologa Risponde

La richiesta per lo psicologo online

Quanta pazienza devo portare ancora?

Ho 44 anni e sono insieme da 9 mesi a un ragazzo di 46, che ha una figlia di 16 che abita con lui da 2,5 anni quando sua madre è andata via di casa.
Da 10 giorni abbiamo iniziato la prova convivenza, per me troppo presto ma lui ha insistito tanto…
Ho visto una adolescente trattare molto male suo padre con prepotenza e arroganza e lui giustificare ogni comportamento.
In 10 giorni ho dovuto scambiare il letto con la ragazza perché vuole dormire con suo padre.
Io posso portare pazienza ma non trovo questo normale!!!

 

La risposta della psicologa

Cara lettrice,

mi sembra di capire che la sua richiesta sia comprendere come porsi per integrarsi al meglio all’interno di questo sistema famigliare complesso formato da padre e figlia adolescente aventi una relazione conflittuale.

Immagino che lei non si senta ben accetta da questa ragazzina, forse a volte si sentirà provocata, altre volte sentirà pena per il suo compagno bistrattato dalla figlia, oppure proverà rabbia verso di lui perchè, invece di prendere le sue difese di fronte alla figlia o invece di fare rispettare l’autorità paterna, si comporta incassando o giustificando i comportamenti della ragazza.

Ora dopo essermi messa nei suoi panni, proverò a mettremi nei panni di questa ragazza di 16 anni che molto probabilmente non ha ancora superato la separazione dei genitori, avvenuta in un’età per altro critica e che forse si è sentita abbandonata dalla madre e quindi potrebbe covare nel profondo, la paura di venire abbandonata anche dal padre.

La madre se ne va di casa e padre e figlia creano il loro equilibrio  a due con fatica, ad un certo punto suo padre comincia a frequentare una donna (lei) e la ragazzina comincia ad avere paura, perchè vede il papà più distante e preso mentalmente da un’altra persona, ancor di più quando questa donna si trasferisce a vivere in casa loro nel breve tempo di 9 mesi.

Da questo punto di vista il comportamento irrispettoso della figlia verso il padre potrebbe essere letto in varie maniere:

“ti aggredisco per vedere se nonostante tutto mi resti accanto”; “ ti aggredisco perchè ho paura che tu mi abbandonerai per quella donna, questo non potrei sopportarlo e preferisco pensare che ti ho allontanato io, piuttosto che pensare che mi abbandonerai perchè ami più lei che me”;  “ti aggredisco perchè sono arrabbiata e mi sento tradita”, potremmo scrivere un libro sulle mille interpretazioni possibili.

Allo stesso modo la richiesta di dormire con il padre, sembrerebbe un modo per impedirgli di avere un’intimità con la sua nuova compagna, quindi esprime il disagio di questa adolescente (disposta perfino a rinunciare alla privacy della propria stanza) di fronte il nuovo sistema familire che si sta creando.

Nella sua lettera mi scrive che lei per prima, nonostante sia una donna matura, sente come precoce questa convivenza, ma mi chiedo: qualcuno ha chiesto a questa ragazzina di 16 anni se è pronta a convivre con la nuova compagna del padre e ad affrontare tutti i cambiamenti connessi?

C’è stato il tempo di conoscervi (lei e la sedicenne)e di accettarvi reciprocamente prima di intraprendere un passo così importante?

Perchè, se non vi siete dati questo tempo e se nessuno ha chiesto/ascoltato il parere/le pure di questa ragazza sulla convivenza che avete deciso di fare, è del tutto normale che la figlia del suo compagno  viva l’ entrata in casa della (quasi sconosciuta) compagna del padre, come un’invasione del proprio territorio e reagisca tentando di difenderlo.

Quindi quello che mi sento di consigliarle è di darvi questo tempo, il tempo di conoscersi.

Se volete un cambiamento di atteggiamento da parte della ragazza, dovete essere i primi a cambiare atteggiamento nei suoi confronti. Se lei capirà che voi siete attenti ed interessati alle sue emozioni, desiderosi di rispettare i suoi tempi e di non escluderla dalla nuova famiglia, allora non sentirà più il bisogno di proteggersi da un ipotetico abbandono e di difendere il suo territorio.

E’ questa, forse, una prova più ardua e grande della convivenza per valutare se la relazione tra lei e il suo compagno avrà un futuro.

Lei ha detto bene, ci vuole molta pazienza, molta sensibilità e amore, ma se ci riuscirete sicuramente la vostra coppia ne uscirà più forte.

Spero di aver risposto alla sua richiesta, cordialmente

Dott.ssa Silvia Piavento