Mi ha lasciata dopo 10 anni perché non vuole più relazioni serie. Si può guarire dalla sindrome di Peter Pan?

La richiesta alla psicologa

Sono stata 10 anni con un ragazzo di cui 3 di convivenza.
In 3 mesi,in seguito al ritorno da parte sua di attacchi di panico lui è cambiato.
Mi ha lasciato dicendomi che lui non sapeva chi era e cosa voleva dalla vita..che non amava nessuno e che voleva solamente stare solo lontano da tutti perché non sopportava più nessuno abbandonando me e la nostra casa in un batti baleno.Fino a quel momento non mi aveva dato alcun cenno di quello che gli passava per la testa.
Con il passare dei giorni ho dovuto assillarlo per avere spiegazioni più profonde in merito alla sua decisione e questo a scaturito in lui una rabbia assurda nei miei riguardi molto più di quella che aveva prima.Ovviamente la mia reazione è stata terribile!
Ad oggi dice che a 28 anni si è reso conto che ha bruciato le tappe,che ha ancora un paio di anni per per fare “il pischello”cosi dice lui e per divertirsi,vuole libertà,spensieratezza e non dover rendere conto a nessuno che la vita che faceva prima gli faceva schifo e che si sentiva vecchio.
Dice che vuole tornare ai suoi 18 anni pur sapendo che ne ha quasi 30.
La sua però motivazione.più grande è stata che non gli sono mancata neanche un istante,che ero solo un abitudine,che forse amava ciò che mi circondava cioè la mia famiglia piuttosto che me perché lui non ne ha mai avuta una vera cosi.
Premetto però che molto ma molto spesso tende ad essere molto incoerente e rabbioso.
Non fa altro che dirmi di uscire dalla sua vita,che sta benissimo cosi a distanza di 2 mesi che mi ha lasciato e giorno dopo giorno è sempre più convinto di cio che ha fatto.
Mi ha detto che gli ricordavo la madre in tutto persona con cui non ha assolutamente un bel rapporto in quanto è una donna molto molto apprensiva.
Mi ha detto  che ha cominciato a pensare che di li a breve avremmo dovuto fare un passo  importante come avere una famiglia e sposarci e gli mancava l aria..Tutto questo lui non può darmelo e non vede un futuro con me.
La cosa sconcertante è che io non gli ho chiesto assolutamente nulla!
Ho appurato che non si è infatuato di un altra persona anche perché questo cambiamento abbastanza improvviso mi ha fatto subito pensare questo.
Cosa può significare tutto questo?
Lui non mi cerca per niente..neanche lontanamente ne tanto meno mi pensa..vuole che lo cancello dalla sua vita..
questa cosa ha scioccato veramente!
Sa che una persona come me non la troverà piu perché sono molto seria e questo a lui lo spaventa adesso mentre prima lo amava di me.
La serietà lo spaventa e adesso si circonda si tutte persone che non lo giudicano.
Dice di non provare nessun sentimento per nessuno e usa solo le persone per i suoi scopi.
Attualmente è in cura con una psicologa o psichiatra non ricordo bene che gli ha dato carta bianca su ogni cosa lui adesso voglia fare.Dice che gli metto ansia e si definisce ina persona con un cuore di latta.
Mi ha detto che noi ci autodistruggevamo a vicenda (io ero una persona molto ansiosa,ipocondriaca e dipendevo molto da lui) e questo ci ha privato di tante cose è vero..
Ma possibile che una persona dopo 10 anni si comporta cosi e senza nessuno scrupolo? Senza mancanza senza gelosia? insomma senza cuore? Proprio dottor jackill e mister Hide!
Ad oggi non so chi ho avuto a fianco in tutti questi anni e non credo a nessuna delle parole che dice.Si definisce un mostro e che se lui fosse in me non mi avrebbe più cercato dopo quello che mi ha fatto.
È una persona molto codarda e bugiarda che mi ha fatto cadere il mondo addosso
Chi soffre di sindrome di Peter Pan e segue una terapia può tornare sulla retta via?
Potrebbe tornare o magari pentirsene?
Come.devo comportarmi? Devo sparire veramente secondo voi?
Ovviamente so che è una valutazione a distanza ma sono qui solo a chiedere consigli.

 

LA PSICOLOGA RISPONDE

Gentile lettrice,

dalla sua lettera si percepisce il turbinio di emozioni che sta attraversando a causa di questo improvviso abbandono che sembra averla sorpresa come una doccia fredda.

Cercherò di rispondere alle sue domande, ma la prego di considerare le mie parole semplicemente come una possibile interpretazione dei fatti, costruita esclusivamente sulla base della sua descrizione e che come tale manca quindi di molti elementi che andrebbero approfonditi.

Lei mi chiede come sia possibile un cambiamento così profondo del suo ex ragazzo nei suoi confronti in così poco tempo.

Quello che mi viene da risponderle, in base alla mia esperienza come terapeuta di coppia è che difficilmente le relazioni cambiano dall’oggi al domani, di solito è più probabile che le persone trascurino di affrontare i problemi di coppia perchè troppo presi da mille altre faccende o perchè non si riesce a comunicare in modo efficace o perchè si ha la speranza che le cose si sistemino da sole con il tempo. Quindi probabilmente se ci pensa a fondo potrebbe accorgersi di numerosi campanelli d’allarme che potrebbero essere stati ignorati e che possono fare luce sulle responsablità di entrambi in merito alla fine della vostra storia. I campanelli d’allarme ignorati infatti spesso nascondono problemi che non hanno mai trovato soluzione, e quando si comincia ad accumulare i problemi e le incomprensioni, si rischia di arriva alla situazione in cui l’ultima goccia fa traboccare il vaso e in quel momento esce tutto fuori all’improvviso come un fiume in piena, un fume di risentimenti e di rabbia come quello che in questo caso il suo ex fidanzato ha riversato su di lei.

Quando due persone formano una coppia lo fanno sulla base di certe premesse, che hanno a che fare sia con la storia passata dei singoli individui, sia con ciò che stanno vivendo nel presente, sia con le aspettative future. Quando lei e il suo ex siete diventati una coppia, lui aveva 18 anni, un passato e presente segnati dalla assenza di una famiglia vera, e la voglia di trovare una relazione stabile, ma che comunque coerentemente alla sua età non comportasse un impegno quale può essere mettere su una famiglia propria. Lei con le sue caratteristiche di serietà in quel momento era la persona ideale per rispondere ai bisogni di quel ragazzo, e probabilemnte anche la sua dipendenza da lui era funzionale al vostro rapporto perchè lo faceva sentire importante, e colmava magari alcun vuoti nella sua autostima.

Nel tempo però le persone cambiano e con esse anche le relazioni. Ad un certo punto probabilente i bisogni emotivi del suo ragazzo sono cambiati, quello a cui ambiva a 18 anni ( una relazioe stabile e una famiglia vera) hanno cominciato a fargli paura. L’avvicinarsi dei trent’anni, età in cui nella nostra società ci si aspetta che una coppia costruisca la sua propria famiglia, l’ha probailmente messo a confronto nuovamente con le sue esperienze famigliari negative ( i suoi fantasmi del passato) e l’idea di dover cominciare a costruire una vostra propria famiglia l’ha talmente angosciato che l’ha mandato totalmente in crisi. Questo spiegherebbe sia gli attacchi di panico, sia la fuga dalla vostra relazione e più in generale dall’idea di avere in questo momento una qualsiasi relazione seria.

Quella che le ho appena esposto è quindi una possibile spiegazione di ciò che potrebbe star attraversando il suo ex compagno, un’ipotesi che sembra aver fatto anche lei quando parla di “Sindrome di Peter Pan”, una sindrome peraltro non citata nel DSM (il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), ma che è esclusivamente un’ espressione del gergo comune, nata dalla pubblicazione di un libro “The Peter Pan Syndrome: Men Who Have Never Grown Up” di Dan Kiley, dunque assolutamente non esiste diagnosi di sindrome da Peter Pan, ma sicuramente è una efficace metafora per descrivere una persona che ha paura di crescere e che pertanto si rifugia in comportamenti infantili in vari ambiti della sua vita, non solo nel campo delle relazioni sentimentali.

Riguardo invece tutto il fiume di rabbia che il suo ex ragazzo le sta riversando adosso mi sembra eccessivo e penso che stia scaricando sulla vostra relazione la rabbia legata anche ad altre frustrazioni che cova da una vita, a causa di altre situazioni e problemi personali che io qui certo non posso sapere.

Mi sento di escludere che il ragazzo sia senza cuore o con un cuore di latta come lui stesso si descrive, se così fosse non sarebbe in grado di provare alcuna emozione, quindi nemmeno la rabbia, l’ansia e la paura. Credo invece che sia una persona che sta affrontando, a modo suo, una situazione emotiva conflittuale che lo fa soffrire. A volte per difendersi da certe emozioni intollerabili come tristezza, paura, senso di colpa, ci si crea una corazza per farsi rimbalzare addosso il dolore degli altri (in questo caso il suo in quanto compagna rifiutata), e nascondere agli altri il proprio, ma è solo un meccanismo di difesa psicologico. Questa è dunque la mia spiegazione dell’atteggiamento insensibile che il ragazzo sta avendo nei suoi confronti.

Al termine della sua lettera mi chiede se lui potrebbe un giorno pentirsi del suo attuale comportamento e ritornare a cercarla. Ovviamente io non posso prevedere cosa succederà nel futuro, tutto può succedere. Quello che mi sento di dirle, e che mi sembra chiaro, è che in questo momento della sua vita lui cerca divertimento, libertà, assenza di responsabilità, e vive qualsiasi relazione sentimentale seria come una prigione da cui fuggire.

Infine anche se è lei a chiedermelo, non sta certamente a me, consigliarla su come deve comportarsi, sono valutazioni che deve fare in base alle sue emozioni, ai suoi bisogni e alle sue aspettative, io spero solo di averle dato, per quanto possibile attraverso questa breve corrispondenza, degli utili spunti di riflessione.

Un caro saluto,

Dott.ssa Silvia Piavento