Perchè la “classica” dieta non funziona?

Laura (38 anni): “Ho seguito una dieta per 5 mesi perdendo 10kg, un risultato davvero soddisfacente. Il problema è che ora sono bloccata, non riesco a continuare anzi, ho ripreso a mangiare in modo incontrollato. ”

Caro lettore, quanto ti identifichi con la descrizione fatta da Laura? Quante diete hai iniziato e poi abbandonato? Quante volte ci hanno detto: “se vuoi dimagrire devi metterti a DIETA!”

L’estate si avvicina e siamo tutti pronti a intraprendere diete raccolte ovunque: consigli di amici, riviste, web, bevande diuretiche ectc… Tutte le diete potenzialmente funzionano in quanto, diminuiscono l’apporto calorico e perdiamo peso, il problema è che il peso perso lo riprendiamo con altrettanta facilità. Perché?

Spesso si diventa sovrappeso a causa dell’alternanza fra brevi periodi di regime alimentare restrittivo  e lunghi periodi di completa mancanza di controllo alimentare. Mangiare senza controllo non è causato dall’essere sovrappeso o dall’obesità ma è l’essere sottoposti a restrizione alimentare che ci induce a mangiare di più, vi spiego il motivo. Quando ci sottoponiamo a diete restrittive, tendiamo ad ignorare i segnali fisiologici provenienti dal nostro corpo che regolano “fame e sazietà” e che scandiscono gli equilibri della nutrizione, spingendoci a mangiare esclusivamente in risposta alla fame. Gli scompensi di questo sistema di regolazione del corpo sono alla base dei disturbi dell’alimentazione, determinando un’alterazione del nostro rapporto con il cibo e così diventa più difficile mangiare in modo regolare. Mangiare allora diventa un’esperienza che non gratifica, è frustrante e insoddisfacente (insalate scondite, pesce bollito, no al pane e pasta, no ai dolci, no zucchero, no alle bevande alcoliche…è un incubo!). In questo modo mangiare diventa un vero stress!

Coloro che si sforzano di mangiare in modo restrittivo, riescono a farlo con successo solo quando le pressioni esterne o emotive sono basse, ma non appena le pressioni esterne aumentano, si alimenta una condizione cronica di stress sia fisica che psicologica con un esaurimento del controllo cognitivo, così, si abbandona la fantomatica dieta e si inizia a mangiare senza controllo o in alternativa si ha una disregolazione comportamentale in altre aree come: l’abuso di caffeina, il consumo di sigarette, lo shopping compulsivo.

In condizioni di stress, chi è a dieta tende a tralasciare ogni restrizione alimentare e a mangiare in modo incontrollato diventando iperfagico, mangiando soprattutto dolci, cioccolato e cibi ad alto contenuto di grassi ed entrando nel circolo vizioso dell’alimentazione emotiva. Coloro invece che non sono sottoposti a regimi alimentari restrittivi, si comportano in modo opposto e mangiano meno.

·      COS’E’ ALIMENTAZIONE EMOTIVA?

Quante volte ti succede di avere degli improvvisi “attacchi di fame” e ti accorgi che non è fame quello che provi? Inizi a seguire un regime alimentare ma dopo aver raggiunto i primi risultati crolli nuovamente? La parola “dieta” e “bilancia” di creano rabbia? Perchè?

Cibo ed emozioni spesso sono strettamente connessi, soprattutto nei momenti di stress infatti, in condizioni di stress ripetuto, vi è un aumento del cortisolo e questo a sua volta può stimolare l’appetito. Quando siamo in una condizione di stress, tensione/ansia o angoscia, possiamo mettere in atto comportamenti finalizzati alla gratificazione e alla gestione delle emozioni, alle quali, attribuiamo un valore negativo o che sentiamo essere ingestibili in quel momento. Dopo aver mangiando, in particolar modo i dolci, si ha un sensazione di immediato benessere (aumento della serotonina e dopamina a livello cerebrale) a cui seguono spesso emozioni quali: sensi di colpa, vergogna e frustrazione per aver mangiato in modo incontrollato. Il senso di colpa e la frustrazione generano a loro volta in bisogno impellente di gratificazione e il circuito si ripete, iniziando nuovamente a mangiare. Una spirale di emozioni e cibo.

  Cosa fare?

Prendere consapevolezza della proprie emozioni e imparare a gestirle in modo funzionale al proprio benessere, è il primo passo per rompere il circolo vizioso emozioni-cibo.

 Come fare?

Potrebbe essere utile rivolgersi ad uno psicologo, spesso il problema non è nella dieta troppo ristretta, non è la mancanza di volontà o l’eccessiva golosità. Il problema potrebbe essere altrove, in situazioni che sentite di non riuscire a gestire. La vostra mente è “carica” di negatività e cerca qualcosa che momentaneamente crei benessere.

Di fronte a numerose difficoltà della vita abbiamo spesso una “coazione a ripetere”, ovvero, tendiamo a rimettere in atto lo stesso schema/comportamento per affrontare una situazione, anche se questo non è funzionale. Le soluzioni più familiari o le nostre abitudini ci sembrano le uniche soluzioni possibili ma cosa possiamo fare di diverso dal solito? Come prendere consapevolezza delle nostre emozioni e gestirle in modo funzionale.

 

Articolo a cura della

Dott.ssa Desirè Roberto

 

 

Bibliografia

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