Sharenting: i genitori social violano la privacy dei figli

La condivisione delle informazioni personali dei bambini crea problemi di cui anche le mamme e i papà sembrano rendersi conto?

Per sharenting si intende l’abitudine di condividere in rete (share) le proprie esperienze da genitori (parenting) anche sotto forma di fotografie e video aventi come protagonisti i propri figli, violandone così la privacy.

il National Poll on Children’s Health del Mott Children’s Hospital, l’ospedale pediatrico dell’Università del Michigan ha riscontrato che tale pratica è comune  per più della metà delle madri e circa un terzo dei padri, ma che sono gli stessi genitori ad essere spesso preoccupati delle ripercussioni che questa abitudine può avere sulla privacy dei loro figli: più della metà delle mamme e dei papà si preoccupa ad esempio che in futuro i loro figli possano provare imbarazzo per le informazioni condivise dai loro genitori quando erano solo bambini.

Fra le informazioni condivise sui social network fino ai 4 anni di vita dei bambini sono incluse quelle riguardanti i problemi del sonno (28%), l’alimentazione (26%), l’educazione (19%), la gestione delle giornate in età prescolare (17%) e i problemi comportamentali (13%). Lo scopo dei genitori sembra nobile: nel 70% dei casi la condivisione di informazioni ha infatti come obiettivo trovare consigli utili da parte di genitori più esperti.

Il 62% dei genitori trova invece nello sharenting un mezzo per ridurre le loro preoccupazioni; in circa 3 casi su 4 utilizzare i social network fa sentire anche meno soli.

Il problema può trasformarsi anche in una questione di sicurezza. Fra gli esempi più estremi ci sono quello del rapimento digitale, fenomeno che ha visto rubare fotografie da internet per spacciarle come immagini dei propri figli, e il cyberbullismo. “I genitori sono responsabili della privacy dei figli e devono ponderare ciò che condividono sui social in modo da poter godere dei vantaggi dello spirito di squadra ma anche proteggere la privacy presente e futura dei loro figli”.

 

Fonte: Salute 24